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Bella

Programmazione:
19 aprile 2010 alle 20:45

Biglietti:
Biglietto per la singola proiezione:
€ 4,50
Carta Cineforum:
€ 35,00
valida per 10 proiezioni a scelta all’interno dell’intera rassegna, per un massimo di due ingressi a film.

SCHEDA

Regia:
Alejandro Gomez Monteverde

Titolo originale:
Bella

Interpreti:
Eduardo Verástegui, Tammy Blanchard, Manny Perez, Ali Landry, Angélica Aragón, Jaime Tirelli, Ramon Rodriguez, Lukas Behnken, Peter Bucossi, David Castro, Michael Chin

Altri dati:
Nazione: U.S.A., Messico - Anno: 2006 - Genere: Drammatico, Romantico - Durata: 93'

Trama:
Jose era una star del calcio che stava per firmare un contratto milionario. Una serie di tragici eventi ha interrotto la sua carriera e Jose si ritrova a fare il cuoco nel ristorante di suo fratello. Nina è appena arrivata a New York con la valigia piena di sogni e fa la cameriera nello stesso ristorante. E’ sola e non conosce nessuno nella Grande Mela. Quando rimane incinta è disperata, l’unica persona cui chiedere aiuto è Jose. Lui è disposto ad aiutarla in ogni modo ma non vuole che lei abortisca. Jose è determinato e crede che questa sia una prova che gli arriva dall’Alto. Ha scoperto che solo aiutando Nina può dare un senso alla sua vita... Bella è molto più di una love story. E’ la storia di un uomo che sacrifica la propria vita per salvare la ragazza che ama; un racconto commovente che celebra la vita, l’amore, la famiglia e le relazioni.

Valutazioni:
La parabola di Josè, dalla disperazione al recupero di se stesso, é forte e convincente. Il buio provocato da una colpa assurda si riscatta nella volontà di non permettere che un'altra vita venga spezzata ancor prima di nascere. Con ammirevole semplicità e senza fare proclami, il copione si pone dalla parte di chi riconosce il valore della vita e compone un percorso di ricostruzione identitaria, nel quale entrano in gioco le importanti presenze dei genitori e di un figlio, che é adottivo ma non avverte più questa differenza. Certamente problematico per i temi che affronta, il racconto si apre però ad una realizzazione visiva fortemente lirica, e non priva di accenti commossi. Ci dice il regista che ci sono occasioni in cui l'aridità della ragione non basta, bisogna far parlare il cuore.
VALUTAZIONE PASTORALE CEI

Ventiquattro ore nella vita di un uomo e di una donna. Una sola giornata che può cambiare il corso di più vite. E Bella, di Alejandro Monteverde, che ci racconta come Josée Nina si svegliano in un modo e, in poche ore, si ritrovano completamente diversi. La scommessa del regista messicano, che ambienta la sua semplice storia a Manhattan, è quella di soffermarsi su "ordinary people", persone assolutamente come noi. Niente sparatorie, nessun serial killer, di potenti ricchi e famosi neppure l'ombra. C'è la giovane cameriera Nina, che si scopre incinta e sola, assolutamente sicura di non voler avere il bambino. E c'è José, chef nello stesso ristorante in cui lavora lei, un tipo taciturno, oppresso dal peso del passato. Ma quando Nina viene licenziata in tronco (troppi ritardi) José non ci pensa un attimo a mollare baracca e burattini per starle vicino. Non ne è innamorato, non ha secondi fini. Strano, vero? Non c'è bisogno di eroi per vivere meglio: basta, con semplicità e umiltà (sembra facile...) seguire il proprio cuore.
Luigi Paini, Il Sole-24 Ore, 14 febbraio 2010

Regista messicano, protagonista pervaso da lancinanti sensi di colpa, flashback drammatici a svelamento della tragedia, incroci casuali di vite tormentate. Si direbbe: ecco il nuovo film di Alejandro Gonzàlez Inarritu (Amores perros, Babel, 21 grammi). E invece no. Bella è l"esordio nel lungometraggio di Alejandro Gomez Monteverde. Un piccolo film ma un grande caso: vinse nel 2006 il premio del pubblico al Festival di Toronto. Il destino di Millionaire. Sono seguiti altri tre premi in altrettanti festival. Siamo a New York, dove per colpa della piazzata del fratello proprietario di ristorante che licenzia davanti a tutti la cameriera Nina (Tammy Blanchard), il capo cuoco Josè(Eduardo Veràstegui) rincorrerà la ragazza umiliata in metropolitana per chiederle scusa. Dal li nascerà una singolare amicizia. In seguito, un aborto rinnegato getterà le basi per un"emozionante famiglia allargata. I sensi di colpa di Jose potranno forse placarsi, la sfiducia di Nina nei confronti dell"umanità verrà smentita dalle attenzioni dell"amico cuoco e dal calore improvviso emanato dai genitori di lui, incontrati in una scena breve ma intensa E non dimentichiamoci del cibo. Jose ne cucina tanto e i suoi piatti sembrano come lui: diretti e saporiti. Film mai cattedratico ma che rivendica con forza l"idea di pedinare Jose e Nina come se fossero creature infinitamente preziose e realmente importanti. Come tutti noi, in fondo. Questa lezione “zavattiniana” il cinema spesso la dimentica. Quando la ricorda così bene, è facile capire perchè pellicole come questa entrino nel cuore degli spettatori. Gli attori Veràstegui e Blanchard hanno una bella responsabilità per lo charme semplice ed efficace di Bella. Lui è un dolce barbuto, lei una problematica dal cuore d"oro.
Francesco Alò, Il Messaggero, 29 gennaio 2010

Per anni si è favoleggiato su un "circuito alternativo" a quello commerciale, ma sempre con idee molto confuse sul come realizzarlo. Un esempio concreto arriva oggi con Microcinema che, in collaborazione con L'Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), ha avviato il primo network italiano di sale digitali. In questo "circuito alternativo" divenuto realtà è in programma Bella, opera d'esordio del messicano Alejandro Monteverde, che nel 2006 ha vinto il premio del pubblico ai Festival di Toronto, seguito da altri riconoscimenti che hanno convinto la Lux Vide ad acquistarne i diritti per l'ha- ha. Un esperimento meritevole di essere sostenuto perché possa ripetersi e trovare continuità. La vicenda. A New York, José fa il cuoco neI ristorante del fratello. Quando la cameriera Nina è licenziata per essere arrivata in ritardo al lavoro, José cerca di capirne le ragioni e di aiutarla. Nina è rimasta incinta e vorrebbe abortire ma José fa di tutto per farle cambiare idea. Che cosa lo spinge a essere così insistente? Il giovane ha un debito da pagare con la propria coscienza e non è rimasto sordo al suo richiamo... A far da sfondo una cucina, quella messicana, che con i suoi sapori e i suoi colori diventa l'emblema della calda anima latina contrapposta al grigiore di New York e della sua vita frenetica, chiusa fra egoismo e indifferenza. Un'atmosfera e un tipo di racconto che ricordano il cinema popolare del compianto Luciano Emmer. Per nulla didascalico, innovativo e coraggioso nell'uso di un linguaggio che non disdegna ellissi e flashback, Bella non si adagia su una ricezione passiva, ma stimola la partecipazione dello spettatore perché con le sue riflessioni contribuisca a costruire e a completare la storia che racconta. Riduttivo vedere come antiabortista un film che è qualcosa di più. Un viaggio alla ricerca di sé stessi.
Enzo Natta, Famiglia Cristiana, 21 febbraio 2010