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La prima linea

Programmazione:
15 marzo 2010 alle 20:45

Biglietti:
Biglietto per la singola proiezione:
€ 4,50
Carta Cineforum:
€ 35,00
valida per 10 proiezioni a scelta all’interno dell’intera rassegna, per un massimo di due ingressi a film.

SCHEDA

Regia:
Renato De Maria

Titolo originale:
La prima linea

Interpreti:
Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio, Lucia Mascino

Altri dati:
Nazione: Italia - Anno: 2009 - Genere: Azione, Drammatico - Durata: 96'

Trama:
3 gennaio 1982. Sergio (Riccardo Scamarcio) è a Venezia, dove ha messo insieme un gruppo per attaccare il carcere di Rovigo e far evadere quattro detenute tra le quali Susanna (Giovanna Mezzogiorno), la donna che ama e con cui ha condiviso idee e scelte politiche. Tratto da una storia vera, quella di Rovigo è una delle più audaci evasioni mai messe a punto durante i turbolenti anni di piombo. Mentre il gruppo si avvicina al carcere, Sergio ricorda gli inizi della clandestinità, il passaggio alle armi e l'incontro con Susanna. Intanto la giornata del 3 gennaio volge al culmine: il gruppo è arrivato a Rovigo, all'interno del carcere Susanna e le altre attendono l'ora fissata. Un'esplosione fa saltare in aria il muro di cinta e comincia l'assalto. Susanna e Sergio si ritrovano, l'evasione è riuscita ma non tutto andrà come previsto...

Valutazioni:
Il soggetto é ispirato al libro 'Miccia corta', scritto da Sergio Segio che per tanti anni é stato tra i nomi di spicco della organizzazione denominata appunto 'Prima linea', una formazione armata che a lungo organizzò attentati e seminò morti, seguendo una tragica strada aperta dalle Brigate Rosse. Siamo dunque nel pieno del "terrorismo", periodo triste della nostra storia recente. La didascalia finale ricorda che Segio e Susanna Ronconi lavorano oggi nel volontariato, dopo aver scontato condanne pesanti poi in parte mitigate. Si deve dire qualcosa sul film e sui fatti. Che il cinema italiano cominci ad occuparsi degli avvenimenti di quegli anni é giusto ed opportuno. Che il protagonista appaia consapevole di aver sbagliato tutto, é un'ammissione che può prendere per sincera chiunque ha dentro di se la convinzione che in una società civile il ricorso alla violenza, e alle armi é da bandire in assoluto. Detto questo, resta da aggiungere che il copione, vista la scottante materia che affronta, risulta equilibrato, e non fazioso. E che ogni tipo di discussione sarà benvenuta, purché non si dimentichi, mai, il rispetto dovuto ai familiari delle vittime, uccise per motivi inesistenti.
VALUTAZIONE PASTORALE CEI

Una carovana di pellegrini circondata dai sioux. L'immagine rubata all'infanzia riemerge pensando a "La prima linea", film a firma di Renato De Maria, bersagliato da ogni parte ancor prima della sua uscita sullo schermo. Il tema del resto è di quelli attorno a cui il nostro cinema gira intorno da molto tempo, senza riuscire a prenderlo per il cuore. E' la storia «di un omicida che voleva un mondo migliore», come la definiscono con lucida sintesi i coproduttori Jean Pierre e Luc Dardenne (coinvolti dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti), racconto non tanto del terrorismo italiano, ma di uno dei suoi protagonisti e della sua compagna di lotta. Il film è "liberamente ispirato" a La miccia corta. Una storia di Prima linea" di Sergio Segio, ripubblicato pochi giorni fa con una prefazione del suo autore che accusa De Maria e la produzione del film di essere scesi a troppi compromessi e di aver reso orfani i protagonisti del contesto storico in cui hanno agito .