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Ti amerò sempre

Programmazione:
28 novembre 2009 alle 18:00

Biglietti:
Biglietto per la singola proiezione:
€ 3,50
Carta Cineforum:
€ 35,00
valida per 10 proiezioni a scelta all’interno dell’intera rassegna, per un massimo di due ingressi a film.

SCHEDA

Regia:
Philippe Claudel

Titolo originale:
Il y a longtemps que je t'aime

Interpreti:
Kristin Scott Thomas, Elsa Zylberstein, Serge Hazanavicius, Laurent Grévill, Frédéric Pierrot, Claire Johnston, Catherine Hosmalin, Jean-Claude Arnaud, Olivier Cruveiller, Lise Ségur, Souad Mouchrik

Altri dati:
Nazione: Francia, Germania - Anno: 2008 - Genere: Drammatico - Durata: 115'

Trama:
Juliette viene rilasciata dopo aver trascorso quindici anni in carcere, durante i quali non ha avuto alcun rapporto con la sua famiglia. Al momento del ritorno in libertà la sorella più giovane di Juliette, Léa, decide di aiutarla e di accoglierla in casa sua, con il marito e le loro due figlie adottive. Il rapporto tra le due sorelle é da subito difficile e complicato, per la differenza d'età ma soprattutto per il drammatico reato di cui si é macchiata Juliette, che quindici anni prima aveva ucciso il figlio di sei anni. La decisione di aiutare chi ha compiuto un simile gesto é naturalmente difficile non solo per Léa, ma anche per suo marito Luc e gli amici che frequentano la casa. Il rapporto tra le sorelle, nonostante la lancinante tensione affettiva, si rivela intimo, profondo, indistruttibile, in un crescendo emotivo coronato dallo svelamento del vero motivo che ha portato Juliette a compiere il terribile gesto, ovvero la scoperta della dolorosa e incurabile malattia di cui era affetto il figlio.

Valutazioni:
La chiave di lettura é nella frase finale pronunciata da Juliette: "La vera prigione la porto dentro di me per sempre". Sofferta conclusione di un racconto difficile e tuttavia mai banale né affrettato. Juliette ha commesso il delitto più grande (ha ucciso il proprio figlio) e la condanna che la società le ha inflitto diventa una semplice convenzione, quasi un atto burocratico che alla fine le restituisce la libertà fisica. Ma per lei la libertà, quella vera, interiore, piena, non arriverà, forse mai più. L'azione commessa non ha possibile riscatti, resta dentro, attaccata nel fondo del cuore. Così il copione, misurato e lucido, diventa la cronaca straziata di un dolore inarrestabile, di un gesto che non trova comunque giustificazione. Tutte le sfumature di questa intensa sofferenza sono rese credibili e autentiche dalla interpretazione di Kristine Scott Thomas nel suolo di Juliette. L'argomento, inutile ripeterlo, é difficile e rischioso, tuttavia proposto in questo caso con notevole vigore nelle sue indicibili conseguenze.
Valutazione Pastorale CEI

Un tremendo lutto e i conseguenti 15 anni di detenzione che effetti hanno - a scarcerazione avvenuta - sui rapporti di parentela della protagonista considerata colpevole, dopo l’iniziale ripudio riservatole?
Scrittore noto in madrepatria, appassionato di pittura e cinema (durante l’Università ha realizzato diversi cortometraggi, è già stato sceneggiatore), con un’esperienza di lezioni tenute in carcere – per una decina d’anni - oltrechè in ospedale, e in un istituto, a bambini malati e con handicap fisici, Philippe Claudel riserva l’esordio dietro la macchina da presa alla forza delle donne e alle relazioni tra genitori e prole. Nella lavorazione, l’autore si è concentrato sui due personaggi femminili – Scott Thomas ha ottenuto il premio come miglior attrice agli European Film Awards e la candidatura al Golden Globe - e ha intrecciato i loro contraddittori stati d’animo con un’attitudine espressionista e attenta alle sfumature, ridotto i dialoghi, assecondata la lentezza dei processi interiori; si è servito inoltre di una musica semplice di chitarra, procedendo per giustapposizione piuttosto che linearmente e passando dal freddo grigio, dalla macchina da presa stretta su Juliette ad una maggior morbidezza e apertura. Il peso di un potente segreto, la solitudine, la vecchiaia, la possibilità di ricostruzione di legami e di una nuova esistenza insieme ad anime simili si piazzano come elementi paralleli all’idea che l’identità sia differente da quanto è dato vedere, e infatti il principale dubbio da pubblico è che forse - rispetto all’immagine – l’elemento letterario avrebbe reso più giustizia alle psicologie.
Enrico Raponi – film up

(...) il film è un magnifico esempio di cinema europeo, con azione interiore, molto francese, analisi psicologica molto raffinata e sofferente ma anche con sorprese, (…) Philippe Claudel vuole omaggiare la forza delle donne nel rimettere a posto i pezzi di vita, loro e altrui. Una straordinaria Kristin Scott Thomas (…)
Maurizio Porro – Il Corriere della Sera

Libera dopo quindici anni di prigione, Juliette riappare nella vita della sorella e trova ospitalità presso di lei; rischiando di farne vacillare l’equilibrio famigliare. Tormentata da un segreto atroce, Juliette è una donna che ha rinunciato a sedurre e che rifugge dai contatti umani. Non tutto è perduto, però: Ti amerò sempre, esordio nella regia del romanziere Philippe Claudel, è la storia di un lento e laborioso, ma anche dolce, ritorno al mondo. Pian piano la donna riuscirà a venir fuori anche da un altro carcere - senza sbarre - in cui era ancora rinchiusa dopo l’uscita dalla cella. Ciò che interessa davvero il neo-regista, in realtà. non è sorprenderci: è mostrarci l’evoluzione di un personaggio femminile devastato ma pudico, infelice eppure sobrio, interpretato con grande finezza da Kristin Scott-Thomas. Senza un filo di trucco, l’attrice si espone a una serie di primi piani rischiosi. Certi dialoghi sono un po’ troppo "scritti", però le espressioni del suo volto, quando tace, dicono molto di più
Roberto Nipoti – La Repubblica